Area Riservata
Spettacoli per le scuole
I Sogni di Anne Frank
di Bernard Kops
27 gennaio 2013 GIORNO DELLA MEMORIA
per commemorare tutte le vittime dell’Olocausto, dei crimini nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale
uno spettacolo che è stato rappresentato in Italia per la prima volta più di 10 anni fa al Teatro Diana, che vedrà impegnata una compagnia quasi totalmente rinnovata, con musiche originali di Fabrizio Romano, canzoni eseguite dal vivo e la regia di Giancarlo Cosentino
“Perché in fondo la gioventù è più solitaria della vecchiaia.”
“Ecco cos’è difficile in quest’epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele.”
“E’ molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni, perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti nonostante tutto, perché credo tuttora all’intima bontà dell’uomo.”
“Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione: vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure quando guardo il cielo penso che tutto tornerà a volgersi al bene che anche questa durezza spietata finirà e che nel mondo torneranno tranquillità e pace.”
“Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare.”
Bastano questi pochi frammenti del diario di una quindicenne (ma aveva cominciato a scriverlo a tredici anni) per trovare la motivazione per un allestimento di uno spettacolo dedicato ai giovani: perché Anna parla ai giovani d’oggi, ai suoi coetanei di ogni tempo, con una lucidità e una forza pari al suo immenso talento per la scrittura. Uno scricciolo di bambina con un’energia straordinaria, capace di immaginare, quindi di restare viva, anche oltre il cedimento inevitabile del suo corpo nei mesi della sua ultima dimora, ancora “costretta” in piccoli spazi: ma la sua mente le consentiva di viaggiare libera e sognare, desiderare, sperare.
Lo spettacolo racconta il periodo della convivenza forzata di due famiglie nell’alloggio segreto, per sfuggire ai tedeschi. Per due anni, senza uscire mai, senza mai affacciarsi alle finestre, visitati soltanto dai fedeli amici che conoscono il segreto dello scaffale girevole, che portano dall’esterno cibo, libri, notizie; vi hanno abitato cucinando patate, litigando, ascoltando la radio inglese, fra alternative di paura e speranza. Anna dovrà fare i conti con i propri problemi di ragazzina che cresce e che si trasforma, sentendosi soffocare fra la mancanza d’aria libera e i monotoni discorsi degli adulti, sentendosi spesso incompresa e abbandonata a se stessa. Ma Anna dimostra anche di possedere un’intelligenza penetrante e precoce, un occhio critico cui non sfugge nulla: ha il dono dell’ironia, la capacità di raccontare cogliendo le cose nella loro sostanza. Nelle sue mani, il diario diventa dunque lo specchio fedele della vita di questa piccola comunità in clausura: a nessuno è risparmiato l’aspro giudizio di Anna, eppure tutti appaiono nella loro sostanza umana più indifesa e pietosa, e li sentiamo così vicini a noi da seguirli col pensiero oltre le pagine del diario nei campi dove sono morti.
Noi possiamo onorarli solo con la memoria, ricordando che sono vissuti e sono stati ammazzati insieme a milioni di altri innocenti.
Cancellarne la memoria sarebbe come ucciderli una seconda volta. Noi tutti spettatori del ventunesimo secolo siamo chiamati a testimoniare la loro esistenza, come Otto Frank, il sopravvissuto, “condannato” a ricordare, in lutto perenne.
Ma i ricordi saranno anche lieti, divertenti, come divertente e leggera deve essere l’atmosfera che regna in una casa dove ci sono due figlie adolescenti vivaci come Margot e soprattutto Anna, cui si aggiungerà il figlio della famiglia scelta per la coabitazione, Peter. La loro storia d’amore non farà in tempo a nascere che verrà infranta come tanti altri sogni che un adolescente può esprimere.
La mia messinscena porrà in risalto proprio questo aspetto, il sentimento di dolore e ingiustizia per tutte le giovani vite cui è stata negata la possibilità di realizzare le proprie aspirazioni, qui rappresentate simbolicamente dai tre ragazzi ebrei. Ma è anche una commedia musicale, con canzoni e musiche originali, e coreografie che sembrerebbero stridere con l’atmosfera suggerita dal tema dello spettacolo, ma che asseconda invece l’indole gioiosa e positiva della protagonista, non a caso grande appassionata del cinema hollywoodiano.
Giancarlo Cosentino
COSTO AD ALUNNO € 10,00
La guerra in testa
Drammaturgia per quadri dal Titolo: La Guerra in Testa. Commedia sul tema della seconda guerra mondiale che attraversa un anno terribile, il 1943, e quel suo tragico settembre che vide Napoli soccombere, resistere e reagire allo spietato assedio dei Nazisti con le drammatiche e spettacolari azioni di massa del popolo partenopeo in quelle che tutti conoscono come: “Le quattro giornate di Napoli”.
Il percorso si sviluppa su binari paralleli, due tracce teatrali che si alternano, si sfiorano e si incrociano in una linea narrativa che ripercorre e racconta, attraverso lo sguardo lucido di un Partigiano sia la sua vita ordinaria da “anziano” (Paolo di Gennaro ha 89 anni), con battaglie quotidiane di “vecchio pensionato” che quella del suo straordinario passato di giovane combattente ed eroe di guerra.
Un’alternanza di situazioni che descrivono la nostalgica “guerra in testa” del glorioso ultimo Partigiano di Napoli e la sua vita di oggi di parente scomodo ed ingombrante per Anna, la nipote di 17 anni che è “rifugiata politica” a casa sua (genitori separati ed in guerra tra loro).
La nipote, la teenager con la sua “guerra in testa” di adolescente-sbandata fa da contrappeso allo scorrere impetuoso di un treno di ricordi che il Partigiano ci mostra in più stazioni (QUADRI) dove fanno sosta e prendono vita: storie, persone, amici e testimonianze (PERSONAGGI DELL’EPOCA) in sequenza cronologica (EVENTI STORICI) che ci raccontano e documentano quel settembre indimenticabile per la Nazione e per la città di Napoli.
Testi di Francesco Addeo – Regia di Giancarlo Cosentino
SU RICHIESTA DELLA SCUOLA, E SOLO PER LA VISITA A TEATRO , LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE PUO’ GARANTIRE ANCHE IL TRASPORTO DEGLI
ALUNNI CON DITTE QUALIFICATE E CON TARIFFA AGEVOLATA.
OGNI SPETTACOLO SARA’ SEGUITO DA UN DIBATTITO TRA ALUNNI ED ATTORI – L’INIZIO E’ PREVISTO ALLE ORE 10,00 E TERMINA ALLE 12,30 CIRCA.
CONSIGLIATA E’ LA VISITA AL MUSEO DI SAN MARTINO E AL MUSEO DI VILLA FLORIDIANA ( LOCATI NELLE ADIACENZE DEL TEATRO DIANA).
LA DIREZIONE DEL TEATRO DIANA CHIEDE AGLI ILL.MI SIGG. DIRIGENTI DI INSERIRE QUESTA PROPOSTA NELLA PROGRAMMAZIONE DELL’ANNO
SCOLASTICO 2012-2013 E CON L’OCCASIONE PORGE I PIU’ FERVIDI AUGURI PER SEMPRE MAGGIORI FORTUNE A TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE CON
I SIGG.RI DOCENTI ED ALUNNI
CONTATTI E INFO :
ANGELA SALERNO 347 8581839
ALFREDO CAVALIERE 393 3879718

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