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STEFANO BATTAGLIA PIANO SOLO > Scheda
giovedì 29 Mar 2012
IL VANGELO SECONDO MATTEO - PIER PAOLO PASOLINI
STEFANO BATTAGLIA PIANO SOLO
Rassegna JAZZ & movie
SONORIZZAZIONE DI PAGINE DI GRANDE CINEMA
direzione artistica: Cesare settimo
Pier Paolo Pasolini, il sogno di una cosa chiamata poesia.
Di più, oggi Pasolini è il simbolo della sopravvivenza della poesia stessa, la voce tragica di un isolato, in una civiltà degradata il cui ulteriore e progressivo degrado egli aveva coraggiosamente profetizzato.
Ciò che rende assolutamente unica la figura dell’artista friulano fu soprattutto la sua capacità di comunicare VERITA’ in qualsiasi circostanza e attraverso i più diversi canali espressivi grazie ad una passione bruciante per la conoscenza dell’essere umano, dell’etica e della morale civile e una consapevolezza di linguaggi e tecniche espressive ancor oggi senza eredi. Opere di natura diversa accomunate da una speciale forza e bellezza: la sua capacità di ESSERE POETA nel pieno senso del termine, l’ultimo personaggio capace di riunire in sé ed esprimere gli stessi contenuto attraverso percorsi così vari e variati, per questo paragonabile solo a Leonardo. Opere esplicitamente provocatorie, talora volutamente sgradevoli, rivolte a un potere sempre più perverso e immorale al quale opponeva la gioia e la semplicità primordiale della gente e un senso del sacro puro e ancestrale.
Proprio questa eccezionale caratteristica di unitaria molteplicità dei linguaggi che avvicina gli opposti (intellettuale e popolare, sacro e profano, politico, etico e religioso nel contempo) è l’ingrediente che rende irresistibile e affascinante il tentativo di mettere Pasolini in musica, anche solo attraverso ciò che evoca la sua vita, le sue opere, le sue amicizie, le sue passioni e la sua morte..
IL VANGELO SECONDO MATTEO
Tra aprile e luglio del 1964 Pier Paolo Pasolini gira Il Vangelo secondo Matteo, scegliendo l' Italia come teatro di posa delle scene: Orte, Montecavo, Tivoli, Canale Monterano, Potenza, Matera, Barile, Bari, Gioia del Colle, Massafra, Catanzaro, Crotone, Valle dell'Etna.Il film è una riproposizione molto fedele del Vangelo secondo Matteo. Si ripercorrono quindi le tappe della vita di Gesù Cristo: la nascita, Erode, il battesimo di Giovan Battista, l'incontro con gli apostoli, la diffusione della parola di Dio, sino alla morte e la resurrezione. Nessuna variazione e nessun cambiamento testuale fu apportato alla versione di San Matteo.L'idea pasoliniana del Vangelo non partiva dalla volontà di mettere in discussione dogmatismi o miti, ma si riferiva anche e in primo luogo al significato del sacro e all'idea della morte, uno dei temi fondamentali dell'impegno intellettuale del poeta. Non casualmente, come già nelle opere cinematografiche precedenti, Pasolini affida a un linguaggio sonoro raffinato tutte le vicende più significative narrate nel film. Per una sensibilità quale quella del poeta, il ricorso alla bachiana Passione secondo Matteo è quasi d'obbligo. Ma, in particolare, alla morte di Gesù, egli associa la Musica funebre massonica, che è a sua volta una delle più alte creazioni di Mozart, che in essa ha anche espresso la propria immagine della morte: nessuna titanica lotta contro il destino ineluttabile. La morte non lo spaventa: Mozart la chiama perfino cara amica; nella musica stessa si percepisce il dolore per la separazione, a cui Mozart si dà, senza tuttavia lasciarsene sopraffare...Vi è un solo momento della lunga sequenza della crocefissione e della morte in cui il racconto non è affidato al solo indivisibile binomio immagini-musica: è quello in cui Cristo pronuncia queste ultime parole: "Voi udrete con le orecchie ma non intenderete e vedrete con gli occhi ma non comprenderete, poiché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile e hanno indurito le orecchie e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e non sentire con le orecchie"...Per rimanere ancora un momento nell'ambito delle scelte musicali effettuate da Pasolini nel Vangelo: ho trovato straordinario l'accostamento delle ultime immagini del film (Maria - che è qui, non casualmente, la stessa madre di Pasolini - si reca con altri alla tomba del Figlio; il sepolcro si apre e Cristo non è più avvolto nel sudario: è risorto!) al Gloria di una messa cantata congolese. Nel canto, il testo è in latino e la musica ha tutti gli accenti, gli strumenti e i ritmi del folclore africano, a sottolineare l'universalità del profondo sentimento religioso...
Stefano Battaglia







